Archivio perEsemplari scritture

Flat ten (3)

di Adriana Iacono 

 

“Che dici, abbiamo esagerato col salmone?”

“Forse, ma qui mi sembra anche più buono”.

 “Sarà l’oceano. Dovremmo andare a quelle isole, un giorno, sono belle e selvagge, dicono”.

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Flat ten (2)

di Adriana Iacono 

 

E le torte, ti ricordi?

Quelle magnifiche torte al formaggio con uno strato sottile di biscotto croccante e sopra quattro o anche cinque centimetri di crema al limone, alla fragola, al caffè, al cioccolato, con le guarnizioni di panna a riccioli, sui bordi.

A volte usciamo la domenica, quando tutti i negozi sono chiusi e O’Connell Street è deserta, usciamo a piedi e attraversiamo il centro fino al fiume. E chi l’ha visto mai un fiume così grande?

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Flat ten (1)

di Adriana Iacono 

“Flat ten please! Flat ten, teeeleeephooone!”

“Pronto?”

“Allora, quanto ci metti?”

“Ciao, scusa ho il fiatone… è che… sono al terzo piano… il telefono è condominiale… sta al secondo piano… ho fatto le scale di corsa”. Leggi il seguito di questo post »

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Un soffio

di Rossella Garofalo

Avevo un appuntamento e qui non ci dovevo venire. No, non ci dovevo proprio venire. L’avevo detto. Poi quella telefonata, il cambio di programma e accidenti a me quando ho deciso: “Mè ci vado tanto passo da quelle parti e mi tolgo il pensiero”. Mi sa che il pensiero - e anche il resto - me lo sono tolto definitivamente. La pura e semplice verità è che le cose succedono perché lo decide il Fato o il destino o come cavolo si chiama. Tanto, che lo si voglia o no, è così che finisce tutto. Almeno per me.

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La goccia di Lucia Marchitto

Clic, cloc, cluc, cloooc,

Una pecora, due pecore, tre pecore, quattro, cinque, sei ….

Deve essere una serata grigia e nebbiosa, una di quelle serate in cui è meglio stare dentro che fuori, sì, deve essere così, perché non vedo né buio pesto né luce di luna né altro, soltanto grigio da quel rettangolo tagliuzzato, da quel buco nel muro chiamato finestra. Leggi il seguito di questo post »

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Perché?

di Rossella Garofalo

Riemergeva a fatica dal breve sonno. Era l’alba. Distingueva un leggero chiarore dietro le tende sottili. Aveva dimenticato di abbassare le tapparelle. Si girò su un fianco, le spalle alla finestra. Un dolore sordo alla schiena e il peso alla bocca dello stomaco gli ricordarono che cosa era capitato a Gianni. Non riusciva a stare fermo nel letto. Quella mattina doveva andare a trovarlo. Il tempo scorreva lento. Sotto il suo sguardo cambiavano le combinazioni dei trattini che formavano i numeri digitali della sveglia. Decise di alzarsi.

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Luke

di Mirfet Piccolo

icona-racconti-jj.jpg….e dopo ho detto al prete, guardi Padre la cosa che mi piace di più di me è il mio pene. E stavo in parte scherzando e i parte dicendo la verità. In parte scherzando perchè l’ultima cosa che puoi dire ad un prete è una cosa così. In parte dicendo la verità perchè è vero che mi piace il mio pene, dico sul serio. E mi piace in tutte le sue fasi, quando è giù e guarda serio per terra e quando si solleva. Sento come se mi stesse difendendo. Leggi il seguito di questo post »

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carne di cavallo

icona per post raccontidi Francesco Gianino

L’auto correva e se ne fotteva degli stop, ma traffico a quell’ora non ce n’era niente, Alfio poteva guidare come Schumacher. Poi s’arrestò sotto l’insegna dell’agenzia ippica, perché c’era una persona con le mani nelle sacchette che aspettava.
Il vento fischiava e trascinava il mondezzaio per strada.
«Sali, amuninni» apostrofò Alfio.
Santo Buscemi aprì la portiera posteriore e s’infilò dentro.
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Fucili puntati sul nulla

di Adriana Iacono

- Proprio qui?

- Sì, dove il guard-rail è dipinto di rosso.

La guida indica un punto sull’autostrada segnato in rosso sangue, un monumento non inserito in alcun circuito turistico.

La comitiva si accalca dietro i finestrini, scattano foto e commenti.

- Ecco, lo vedo adesso.

- Ci stiamo passando proprio in mezzo.

Silvana copre il microfono con una mano, le sfugge un’imprecazione tra i denti. Detesta quel punto rosso sull’autostrada, detesta la sua voce che risponde alle domande stupide dei turisti, spinti da curiosità morbosa.

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Cene sociali e scritture esemplari

Un paio di mesi fa in lista ci è stato fatto questo invito:

“… penso che per lavorare insieme dobbiamo conoscerci un po’ di
piu’. A questo possono servire le cene sociali, qualche incontro
faccia a faccia a due o a tre o a quattro o come si puo’, eccetera.

Ma un altro modo potrebbe essere quello di fare conoscenza delle
nostre scritture.

Invito ciascuno di voi a mettere qui in lista un proprio racconto. Un
racconto qualsiasi. Un racconto che considerate esemplare della vostra
scrittura, del vostro immaginario.”

Ecco, qui, da oggi, cominceremo a postare alcuni di questi racconti, per conoscere da dove nasce la nostra scrittura.

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