Archivio perdiario di bordo

Il nostro libro in vetrina

 

 

Di Adriana Iacono

 

Il nostro libro è in vetrina. Ci sono i post it in colonna a testimoniarlo. Ogni colonna un personaggio: Madeline, Sabrina, Greg e tutti gli altri, c’è persino l’ispettore di polizia, nel caso qualcuno fosse tentato di farne un giallo. Ogni colonna un personaggio, una storia conclusa. Le colonne formano tante righe, ogni riga un pezzo del nostro libro che è un romanzo e si deve leggere come un romanzo. Ci siamo ributtati in mezzo al caso C. con un nuovo progetto, si ricomincia.

  Leggi il seguito di questo post »

Commenti (3)

Family Skeleton

Commenti (1)

Tra cannazze e friselle

di  Adriana Iacono 

Mancano ancora tre mesi per il 15 giugno ma il menù è fatto: cannazze e cuta cuta, bigoli al sugo di anara, friselle, primo sale col pepe, soppressa di Bresseo, paste di mandorle e malvasia di Lipari, poi frutta di stagione acqua e vino. Non proprio il menù di Pasqua ma quasi. Leggi il seguito di questo post »

Commenti (3)

Oliver, Betty, il barbone e gli altri

di Adriana Iacono

 

Qualche tempo fa abbiamo anticipato gli sviluppi di un nuovo progetto che abbiamo definito con una prospettiva sghemba rispetto al caso C. Oggi questo progetto sta prendendo corpo, con tante storie e tanti personaggi diversi le cui vicende, per caso o per destino, si intrecciano con quelle della cronaca. In particolare tutto ruota intorno al momento del ritrovamento dei resti della bambina nell’armadio e al conseguente arresto e ricovero di Maddalena in ospedale.Questa è la sintesi delle storie e dei personaggi che stanno nascendo. Leggi il seguito di questo post »

Commenti (2)

Sciabola turcomanna

di Rossella Garofalo

Il mio sogno dei sogni in poche parole: vorrei che ci fosse qualcuno,
o qualcuna, che garbatamente entri nella mia testa per capire il vero
significato di ciò che scrivo - cioè il senso di quello intendevo
veramente scrivere - e mi aiuti a focalizzare e sviluppare i punti
nevralgici del mio lavoro; che mi suggerisca un modo per rendere
brillanti anche le stupidaggini e anche visto che c’è mi aiuti a
diventare- per mia sola soddisfazione personale - una scrittrice seria
(o abbastanza seria, non voglio esagerare).
Insomma sogno alla grande. Qualche mio amico direbbe forse che sogno
“a vacante”.
 
Leggi il seguito di questo post »

Commenti (4)

Diario di Bordo di Gianpaolo Borghini

Torna l’appuntamento con il diario di bordo. Un appuntamento che ogni tanto viene trascurato perché manca il desiderio, o forse l’energia per puntualizzare, precisare, capire quello che stiamo facendo. In pratica, in qualche momento, manca la percezione della rotta che il gruppo vuole tenere o manca solo la consapevolezza che questa ci sia.La novità è il decalogo di comportamento che ci siamo dati. Niente di troppo repressivo o invasivo nella creatività di ognuno, ma è pur vero che se qualcosa di comune si vuole fare si devono trovare quei comportamenti minimi, condivisi dalla maggioranza, che devono regolare l’attività di tutti. Leggi il seguito di questo post »

Commenti (3)

Perchè scrivere un Diario di bordo

di Rossella Garofalo

Ho proposto al gruppo di scrivere e pubblicare sul blog i nostri dubbi, i contrasti, le difficili comunicazioni via mail tra persone che non si conoscono ma che hanno in comune la passione per la scrittura. Della quantità di tempo e di buona volontà che ci vuole per districarsi nei post ma anche di come stiamo trasformando a poco a poco questo progetto che da “caso” è diventato una “cosa” e ora è addirittura una “casa” in costruzione: c’è anche chi si è offerto di scegliere gli interruttori. Insomma ho proposto di scrivere “un diario i bordo”. Senza spiegare però perché dovesse essere proprio un diario di bordo.
Lo faccio ora. Leggi il seguito di questo post »

Commenti

Breakbeat

di Mirfet Piccolo

Gmail notify fa BIP, e precisa: a new message from [ilcasocarmichael]. Sono tentata di leggere l’ennesimo nuovo messaggio, ma non lo faccio, non ora, non di fretta. Dopo, mi dico, questa notte, che la notte mi piace e mi fa respirare più a lungo, più in profondità. Ma arriva la notte e non leggo. Non ora, non così stanca. Si stanno dando da fare, penso. Ed io scrivo, pure, e penso, con loro e senza di loro. Con loro stando senza di loro. Leggi il seguito di questo post »

Commenti (5)

Perché la storia dei Carmichael mi ha preso la pancia

Il mio diario di bordo

di Guido Tedoldi

C’è questa madre, una nera poco istruita dei ghetti americani. Un personaggio che i telefilm polizieschi ci hanno mostrato in tutte le sfaccettature. Ha una caterva di figli, che deve tirar su sperando che non si corrompano ma con la consapevolezza di non essere del tutto capace di assicurare loro un futuro economico decente. Molto probabilmente i suoi figli hanno padri diversi l’uno dall’altro.
Niente di eccezionale, finora. Cose già viste.

Leggi il seguito di questo post »

Commenti

Mollare gli ormeggi

di Adriana Iacono

Imparare a conoscersi e riconoscersi è stata forse la cosa più difficile. Eravamo un pugno di perfetti estranei sparsi su tutto il territorio nazionale (e non) che pretendeva di lavorare con spirito di gruppo a un lavoro ambizioso. Per di più a capo di tutto c’era Giulio Mozzi, mica uno qualunque.
All’inizio mi sono sentita un fantasma, non avevo mai partecipato a un gruppo di discussione e non ne capivo le dinamiche: scrivevo mail a cui nessuno rispondeva in maniera diretta e pensavo che nemmeno mi leggessero, anzi forse nemmeno esistevo in quella mailing list, cioè c’era il mio nome ma le mie mail non arrivavano a nessuno. Ho provato di tutto, piccole provocazioni, messaggi personali, velate minacce (sì, anche quelle) fino a quando qualcuno un giorno mi ha citata nella sua mail e ho capito che esistevo. Da quel momento in poi per me è stato come mollare gli ormeggi e lasciarsi portare dolcemente dalla corrente. Tutti quanti, chi prima chi dopo, abbiamo mollato gli ormeggi, ci siamo messi comodi, abbiamo cominciato a conoscerci e a ‘ecceterare’. Non credo di sbagliare se dico che adesso ci sentiamo parte di qualcosa di bello, qualcosa che cresce sotto i nostri occhi come una pianta gracile e bisognosa di cure che vogliamo fare diventare forte e rigogliosa.

Leggi il seguito di questo post »

Commenti

« Post precedenti