Varianti e altre storie


Undici variazioni sul caso C.                     Variante quarta

 

Era un giorno speciale. Il sole splendeva, il cielo colorato d’azzurro.


- Dammi una sigaretta.


- Fumi americano?


- Non ha importanza.


C’era l’odore dell’amore tra le lenzuola.

- Hai da accendere?


- Che pensi?


Lui ascoltava una musica e la musica era quella coi violini; lei guardava il soffitto, ed era bianco bianco.


- Sembri pensierosa.


- Che musica è?


- Non ricordo.


- Forse la conosco.


- Quando partirai?


Lei era la donna che amava, perché aveva terminato di fumarsi la sigaretta e sul volto c’era un’espressione trasognata. S’alzò dal letto, trascinandosi dietro il lenzuolo fasciato intorno al corpo come un velo, e andò a riflettersi sul vetro della finestra.


- Ti chiamo io.

Ti chiamo io, dice lei, per non dire nulla.

Si specchiò alla finestra e si guardava trasparente, scorgeva i tetti della città e le pennellate di nuvole per il cielo e la propria nostalgia e sentiva la fine vicina.


- Dopo tutto questo, che c’è?


- Di cosa parli?


In un angolo di cielo c’era una luna diafana, sconclusionata.


- Io ti amo,
- dice lui accompagnando le parole a un soffio d’emozione.

- Ho bisogno di sentirmelo dire.


- Ti amo.

Lui ha i capelli neri, lo sguardo sentimentale.


- Se non ci fossi più cosa faresti? – dice lei.

Lui si è preoccupato, s’è messo in piedi e le accarezza le spalle nude.

- Se morissi, per esempio …


- La morte non esiste, – dice lui. – Ti terrei in vita, ho bisogno di te.

- Ma potrebbe accadere.


- No, – dice lui risoluto.


La stanza era avvolta da un suono liquido di violini che stringevano la pelle e facevano sentire freddo, s’aggrappavano le lacrime e le arcate scivolavano lungo la schiena; erano stupidi violini, tirati a lucido come un fucile a canne mozze che spara e colpisce al cuore.

- Tu vivrai – disse lui che credeva nei fantasmi. -Farò del tuo corpo la mia anima, raccoglierò le tue ossa in una preziosa urna, accenderò tanti lumi quanti saranno per te i battiti del mio cuore, diventerai la mia divinità, il mio unico culto, l’unico motivo per continuare a vivere.

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