Oliver, Betty, il barbone e gli altri

di Adriana Iacono

 

Qualche tempo fa abbiamo anticipato gli sviluppi di un nuovo progetto che abbiamo definito con una prospettiva sghemba rispetto al caso C. Oggi questo progetto sta prendendo corpo, con tante storie e tanti personaggi diversi le cui vicende, per caso o per destino, si intrecciano con quelle della cronaca. In particolare tutto ruota intorno al momento del ritrovamento dei resti della bambina nell’armadio e al conseguente arresto e ricovero di Maddalena in ospedale.Questa è la sintesi delle storie e dei personaggi che stanno nascendo.

C’è Oliver, fotoreporter di un giornale locale, che un giorno riceve una dritta da un amico per uno scoop assistendo al ritrovamento del corpicino di L. nell’armadio. Oliver è un immigrato americano di seconda generazione, i suoi genitori sono di origine Calabrese. E’ scuro di carnagione, ha un occhio azzurro e uno verde (eterocromia), è un tipo simpatico e socievole.  Ossessionato dai dettagli  li fotografa sempre in bianco e nero. Nel suo presente si infilano prepotenti dei tacchi a spillo, tacchi che riescono sempre a precederlo sulla scena dei Carmichael, e che, insieme alla vicenda stessa, pungono la coscienza facendo venire a galla vecchi ricordi. Per questo segue il caso C. con un’attenzione particolare fotografando, ovviamente, i dettagli più disparati ma mai casuali. (Lucia)

Betty è un’americana ricca. Vive a Manhattan, è sposata con un uomo di successo, Cliff, e ha una figlia adolescente. Betty ha 44 anni, è piccola di statura, capelli lisci biondi, occhi azzurri. Non lavora, si occupa della famiglia e soprattutto di tenere a bada la depressione con vari psicofarmaci. Ha un’aria fragile e tenera, è piuttosto solitaria, si veste con abiti semplici per non attirare l’attenzione e non le piace essere guardata. Betty incontra Maddalena in farmacia per un errore di prescrizione, poi la cerca per risolvere l’equivoco dei farmaci e la trova proprio nel momento in cui l’ambulanza la sta portando via per il ricovero in ospedale. Dopo qualche giorno a cena con gli amici Betty sente parlare del caso C. e collega la vicenda con la donna incontrata per caso in farmacia… (Gianpaolo)

C’è un vecchio barbone che un giorno viene ricoverato in ospedale. Un vecchio barbone, sporco puzzolente e bavoso. Il barbone è alcolizzato e la sua percezione della realtà non è sempre lucida, ma tra un delirio e l’altro vede qualcosa che lo colpisce: l’arrivo di una donna in carrozzella intorno alla quale si crea un certo trambusto. La donna è Maddalena che sta per essere ricoverata. Il barbone in realtà non sappiamo chi sia ma potrebbe benissimo trattarsi di una creatura ultraterrena che ci svela nei suoi deliri qualche brandello di verità sulla condizione umana (o sulla sua miseria). (Mirfet)

Eva Schneider è una anatomo-patologo, lavora nell’ospedale di New York. Eva ha trentotto anni è sposata e vive a Tribeca. Legge Chatwin, cammina moltissimo, ascolta musica e scrive il suo diario su un taccuino nero, regalo della sua amica italiana Sofia.
E’ Sofia che l’ha spinta a scrivere, a riflettere a cercare le parole giuste per descrivere la sua vita, i suoi sentimenti. Per trovare “il bandolo della matassa”. Da poco tempo infatti Eva ha perso la figlia di cinque anni, suo marito ha accettato un lavoro in Canada e lei si ritrova sola ad affrontare la sua angoscia.Un giorno arriva sul suo tavolo da lavoro il cadavere una bambina morta vent’anni prima che la madre ha conservato per tutto il tempo in un armadio. Eva dopo aver letto il rapporto della Polizia si sente male e perde conoscenza. Al suo risveglio… (Rossella)

Ugo Ditoleddi, è un giornalista. Ha una quarantina d’anni, lavora in un settimanale di provincia, è fidanzato con una collega. Un giorno  Ugo si è imbattuto nel dossier giornalistico sulla vicenda Carmichael. «Brutto lavoro», ha pensato. «Mancano un sacco di informazioni, alcune di fondamentale utilità per capire davvero quello che è successo». Ma poi, anche: «È possibile che nel mio lavoro abbia agito anche io così, omettendo molte informazioni fondamentali? È possibile che io non sia capace, alla stessa maniera in cui dico che sono incapaci gli altri?». Questa volta a Ugo capiterà di dover scavare da lontano, dall’Italia, dal suo posto di lavoro di provincia, in un dossier prodotto da colleghi americani nel centro (degradato, ma pur sempre centro) dell’impero. Forse andrà in America a vedere di persona le cose e le persone della vicenda Carmichael: è una cosa che ha in animo di fare, ma si conosce e sa che molte cose cha ha avuto in animo di fare poi non le ha fatte, per i più diversi motivi. (Guido)

Poi c’è Cinquemani, un italiano emigrato, un ex pugile che vive di espedienti e gestisce una rosticceria. Da quando la sua donna lo ha lasciato vive con la sola compagnia dei rimpianti e dei pugni presi in faccia. Frequenta la malavita e fa piccoli affari smerciando soldi falsi. Una sera, mentre sta concludendo un ‘bisinìs’ si imbatte in una bambina che è stata molestata e  abbandonata nel parco. La bambina gli fa ricordare che anche lui ha avuto una figlia, quindi si intenerisce manda al diavolo soldi e compari e salva la piccola. Cinquemani in realtà è già il personaggio di un racconto, cioè della storia che ho appena raccontata, solo che un giorno la sua autrice (io) decide che di farlo interagire con personaggi reali della cronaca e così da semplice piccolo malavitoso triste che un giorno trova l’occasione del riscatto, da un certo punto in poi la sua vita (di fiction) avrà una svolta e lui si riconoscerà padre della bambina i cui resti sono stati ritrovati in un armadio. Cinquemani questo ancora non lo sa ma lo scoprirà presto, insieme a tante altre cose.

Questo è tutto per il momento. Arrivederci alla prossima puntata.

2 Commenti »

  1. giancarlo detto

    Bene, bene…
    Prospettiva sghemba.
    Personaggi interessanti (anche se non nuovi).
    Attendo con impazienza gli sviluppi di questo ri-progetto C.

  2. adriana iacono detto

    ciao Giancarlo,
    grazie del commento. anche noi siamo pieni di belle speranze per questi nuovi sviluppi. speriamo bene.
    a presto
    Adriana

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