Il Natale per me lucia marchitto

albero di natale

Sono giorni questi in cui le strade, i negozi, le case  tracimano roba, sfavillano luci, sfornano pacchi, pacchetti, pacchettini.
Sono giorni questi in cui i miei passi arretrano sulla soglia di casa.
Sparisco.
Dentro il panettone farcito.
Tra le strette di mano.
E gli abbracci.
E i baci.
E gli auguri.
E penso al Natale.
Il Natale per me che non credo.
E mi trovo ad aspettarlo.
Spiarlo dai vetri appannati.

Guardare le luci fuori ché dentro sono tutte spente.
Da lontano lo vedo ricolmo di neve, la neve cade e ferma il tempo, le ansie, il fare.
Il natale è una pentola che bolle, un profumo di lievito, un odore di forno, il tempo fermo tra i fiocchi di neve.
Da questo lontano tempo lo guardo nel suo lontano tempo passato.
Quando il fuoco e la neve erano il Natale, un natale senza albero e presepe, un albero e un presepe desiderati, sognati, disegnati sulla letterina che mettevo sotto il piatto. Mi alzavo sulla sedia e recitavo la poesia in cambio di una piccola moneta.
E poi mia madre comprò un alberello talmente piccolo da stare sopra il televisore, con cinque palline rosse e nessuna luce.
E io ero contenta che Natale fosse entrato anche nella mia casa. Poi la gatta saltò sul televisore e ruppe tutte e cinque le palline. Finì così la storia del mio natale. Non ce ne furono altri nella mia infanzia, ci fu nell’infanzia dei miei figli,  ci fu il rito della tovaglia rossa, dell’albero, del presepe, della farina per l’asinello di Santa Lucia, fu la mia infanzia inconsapevole, lo stupore di stupirsi negli occhi dei bambini, di ritrovare un rito che non si era mai compiuto.
Il rito. La sua potenza. La sua bellezza.
Da lontano guardo il Natale, a ritroso da oggi fino all’ultimo esile filo di memoria, scoppiettante come i bastoncini di faville bianche e provo un senso di calma,  di quiete.
Il lavoro, le ansie, i giorni, le ore, i minuti, lontani.
Il Natale è una casa solitaria in mezzo alla neve, il fuoco acceso, l’intermittenza delle luci, una coperta calda, una tavola apparecchiata per poche persone, lontano il mondo e il suo rumore.

3 Commenti »

  1. [...] post by carmichaelcrew Articoli CollegatiI miei auguri di [...]

  2. adriana iacono detto

    nell’era del consumismo sfrenato se ancora esiste traccia dello spirito del natale è nel ritrovare il gusto per le cose semplici e antiche, come quelle che hai ben descritto tu.

  3. carmichaelcrew detto

    siamo fatti d’immagini, ormai. Anche il Natale è una immagine dell’immagine.
    F.

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