Archivio perDicembre, 2007

Humphrey Bogart

di FG

 

C’erano gli amici di papà intorno al tavolo da gioco, affogati da una nube di nicotina. Lui mischiava le carte, mamma preparava la crostata con la marmellata di albicocche su cui aveva accomodate 500 grammi di ciliege fresche senza nocciolo e un bicchierino di rum. Io invece ero stesa sopra il letto, dentro la mia cameretta. Fissavo il soffitto rischiarato dall’illuminazione evanescente dell’abat-jour e stringevo al petto un morbido peluche arancione a forma di giraffa. 

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Il Natale per me lucia marchitto

albero di natale

Sono giorni questi in cui le strade, i negozi, le case  tracimano roba, sfavillano luci, sfornano pacchi, pacchetti, pacchettini.
Sono giorni questi in cui i miei passi arretrano sulla soglia di casa.
Sparisco.
Dentro il panettone farcito.
Tra le strette di mano.
E gli abbracci.
E i baci.
E gli auguri.
E penso al Natale.
Il Natale per me che non credo.
E mi trovo ad aspettarlo.
Spiarlo dai vetri appannati.

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Sciabola turcomanna

di Rossella Garofalo

Il mio sogno dei sogni in poche parole: vorrei che ci fosse qualcuno,
o qualcuna, che garbatamente entri nella mia testa per capire il vero
significato di ciò che scrivo - cioè il senso di quello intendevo
veramente scrivere - e mi aiuti a focalizzare e sviluppare i punti
nevralgici del mio lavoro; che mi suggerisca un modo per rendere
brillanti anche le stupidaggini e anche visto che c’è mi aiuti a
diventare- per mia sola soddisfazione personale - una scrittrice seria
(o abbastanza seria, non voglio esagerare).
Insomma sogno alla grande. Qualche mio amico direbbe forse che sogno
“a vacante”.
 
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Pensando “a vacante”

di Adriana Iacono 

Non so perché ma ho pensato che fosse rilevante parlare di quello che facciamo mentre scriviamo la storia, cioè la storia che facciamo quando non scriviamo. Ho pensato fosse importante metterci dentro gli umori e i sapori che verranno esclusi dal nostro scrivere e che magari il nostro inconscio ripescherà per sorteggio. Leggi il seguito di questo post »

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Sabrina (3)

di Adriana Iacono

Ora di cena 

I rumori del traffico coprono in parte le urla della mamma. Letizia piange e la mamma si dispera come al solito. Andrea, indifferente, gioca col suo mostriciattolo blu, gli morde la testa, gli stacca un orecchio. Gregorio ride senza motivo, sembra un pazzo certe volte questo suo fratello. Un pazzo con gli occhi lucidi e lo sguardo da folle, fa paura certe volte: quando li prende a schiaffi per niente o per farsi bello con la mamma che ringrazia improvvisamente dolce: bravo Greg, se non ci fossi tu Greg, come adesso che ha smesso di ridere e ha mollato uno schiaffo a Letizia. Leggi il seguito di questo post »

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Oliver - lucia marchitto

leica 1925                      

“La bellezza del mondo dipende dall’immaginazione dell’uomo e quindi anche dalla scelta che l’obiettivo fa del particolare.”
A. Renger-Patzsch.

nikin f

La frase faceva bella mostra di sé in una cornice di legno, sovrapposta di sbieco su due fotografie che rappresentavano una Leica del 1925 e una Nikon F del 1960.

Intorno al quadretto c’era uno spazio bianco, rotondo, oltre il quale erano attaccate con puntine di metallo fotografie in bianco e nero che si sovrapponevano, si accavallavano, si toccavano, si confondevano. A guardarle da lontano sembravano pezzi di un puzzle che attendevano di essere ricomposti nel disegno originario.“Sembra di guardare dal buco della serratura” Leggi il seguito di questo post »

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