Luke

di Mirfet Piccolo

icona-racconti-jj.jpg….e dopo ho detto al prete, guardi Padre la cosa che mi piace di più di me è il mio pene. E stavo in parte scherzando e i parte dicendo la verità. In parte scherzando perchè l’ultima cosa che puoi dire ad un prete è una cosa così. In parte dicendo la verità perchè è vero che mi piace il mio pene, dico sul serio. E mi piace in tutte le sue fasi, quando è giù e guarda serio per terra e quando si solleva. Sento come se mi stesse difendendo.

Comunque, il punto è che ogni volta che Sarah entra nel locale e io sto spillando una birra dopo l’altra, sento come qualcosa che afferra il mio stomaco e lo svuota. Questa cosa mi prosciuga dentro. Non sono sicuro di cosa sia, perchè io non sono una persona acculturata, ma so che fa male. E questo è certo. A volte la gente pensa che noi tipi che lavoriamo nei locali abbiamo un mucchio di donne. Non so sa dove venga quest’idea e, onestamente parlando, io non penso quello che la gente pensa. L’unica cosa che so di certo è che da otto mesi mi masturbo pensando a Sarah. Il mio collega Phil mi dice sempre, Luke lo sanno tutti che ti piace la tua mazza, che è vero, ma sono anche un uomo, e un uomo non può sempre fare da solo. La cosa bella della masturbazione è che nessuno può farti l’amore come tu lo fai a te, lo sanno tutti che una questione di conoscenza e ritmo. In realtà il ritmo è la cosa più importante: non puoi mantenere il ritmo se non lo senti dentro. Ma la cosa brutta della masturbazione è che quando ti conosci così bene dopo un po’ ti annoi. Masturbarsi è come danzare, e non si può mica danzare sempre da soli. O meglio, si può, ma dopo un po’ smetti di sentire la musica e ti domandi, ma il punto qual’è?

Comunque, il punto è che ieri lei era lì ed è venuta da me e mi ha detto, Ti dispiace tenere la mia borsa dietro il bancone? No non mi dispiace, ho detto. Sei sicuro che non ti annoia? Certo che no ma lui mi annoia un casino, ho detto io intendendo il suo fidanzato. Lei non ha detto nulla, ha solo sorriso, piegando la testa un po’ come fa di solito. E’ insieme a quel tipo da dieci anni, che è un mucchio di tempo. In questi otto mesi sono venuti al locale tutti i venerdì e sabati. Phil dice che non vengono mai durante la settimana, che è buono perchè io lavoro solo il venerdì e il sabato. Io chiamo il suo fidanzato “cavallo zoppo”perchè va sempre in giro a dire a tutti le cose che vuole fare ma alla fine non fa mai nulla, e so questo per certo perchè ogni volta che chiedo a lei, Fatto nulla di bello ultimamente? lei dice sempre, Nulla, e poi fa silenzio ancora. Ma io penso che il suo silenzio è come una specie di linguaggio, e con me lei parla un casino. Lo so che non sono intelligente come lui, io non so nulla di chimica e di molecole, servo solo birra, ma io ascolto la gente. Le donne parlano tutto il tempo di ciò che provano e di ciò che sentono.

Comunque, il punto è che ho pensato che fosse strano che lei mi chiedesse di tenere la sua borsa perchè non l’aveva mai fatto prima. Ho pensato che magari stesse usando qualche codice e che cercasse di dirmi qualcosa. Ho pensato che magari voleva che mettessi il mio numero di telefono o il mio indirizzo dentro la sua borsa così poteva scappare dal suo fidanzato. Perchè una volta mia madre mi ha detto che molte donne non lasciano l’ uomo con cui stanno perchè non hanno un altro posto dove andare, allora le loro menti si congelano dalla paura e queste donne allora rimangono dove sono, così mi ha detto mia madre. Io ero qui quando lui le ha chiesto di sposarla. Lui ha detto, Mi vuoi sposare? e lei ha risposto, Chi altro se non te? Allora il cavallo zoppo ha cominciato a saltellare per tutto il locale e a dire a tutti che si sarebbe sposato presto. Lei è rimasta al tavolo. Io non sono una persona acculturata, ma osservo le persone. Una donna ha bisogno di un uomo con i piedi per terra, un uomo che vede le cose come sono nella vita di tutti i giorni.

Comunque, il punto è che allora io ho preso la sua borsa, ed era pesante e mi sono chiesto perchè. Poi mi sono abbassato come per metterla in un posto sicuro, e l’ho annusata. Aveva un odoro salato ed intenso. Era un odore di selvaggina. Allora ho sentito il cazzo tirare, ma poi un cliente ha chiesto una birra. Lei non è bellissima, ma ha una certa postura, quasi regale. Un’altra cosa che mi piace di lei è che non è mai troppo svestita. Oggi giorno vedi donne andare in giro con quasi niente addosso, e questa è una cosa che non mi piace. Mi fa sentire stupido. Ma lei non lo fa. La maggior parte delle volte indossa donne lunghe. La gonna che mi piace più è nera con delle strisce bianche sui fianchi. Mi piace immaginarmi a seguire quel percorso, e poi sollevare la gonna, e muovermi lentamente dentro il profondo centro del piacere. Non sono una persona acculturata, ma so anche io come essere poetico. Mi madre mi ha detto che il centro del piacere è così profondo e prezioso che ci vogliono due persone per scoprirlo e per proteggerlo, una non è abbastanza, così mi ha detto mia madre. Il modo che mi piace immaginarla è nella mia cucina, a friggere le uova per me, e io sono dietro di lei e le sollevo la gonna e poi le accarezzo la schiena e il sedere con il mio pene. Poi la penetro. E lei è piena di me. E io sono protetto dentro di lei. E tutti e due sentiamo questa cosa profonda nello stesso momento. E’ per questo che a cucinare ci metto sempre un po’ di tempo, perchè mi distraggo e mi masturbo.

Comunque, il punto è che ieri Sarah e il suo fidanzato sono rimasti al pub fino a chiusura. Era l’ultimo giorno prima delle vacanze estive e volevano tutti salutarci prima di chiusura. Abbiamo tanti clienti abituali che dicono che il nostro locale è meglio delle loro case. Quindi questi clienti abituali sono rimasti un po’ del solito. Ho cominciato a pulire i tavoli e a sollevare le sedie. Mi sono guardato in giro e ho visto che il cavallo zoppo era occupato in una delle sue infinite conversazioni. Come mi sono trovato vicino a lei, ho scopato attorno alla sua sedia e ho sfiorato la sua gonna. Poi ho detto, Sembri stanca, e lei ha detto, Sono stanca, ed io ho sentito il mio pene diventare duro come una mazza da baseball.

Comunque, il punto è che allora mi sono ricordato della sua borsa, ed ho panicato perchè non avevo ancora messo dentro nulla, quindi sono corso dietro al bancone per scrivere il mio numero su un sottobicchiere. Avevo scritto solo metà del mio numero quando ho sentito il cavallo zoppo chiedere la borsa di lei. Allora mi sono piegato ed ho messo il sottobicchiere dentro la borsa. Poi loro sono andati via. Piano piano se ne sono andati tutti. Abbiamo chiuso la serranda per metà, per lasciare entrare un po’ d’aria. Joe ha messo su Keith Jerrett giusto per rilassarsi. Non sono sicuro mi piace quel Jarrett, è troppo sofisticato per me e non capisco la sua musica, ma Joe lo adora, perciò non ho detto nulla e sono andato avanti a pulire. Mentre lavavo i pavimenti ho pensato che avrei potuto prendermi un po’ più di tempo e scrivere il mio numero di telefono per intero, che avrei potuto fare aspettare il cavallo zoppo. Ma poi ho pensato, Non si sa mai, molte donne sono più intelligenti degli uomini, può giocare un po’con le combinazioni ed azzeccare il mio numero.

Comunque, mentre stavo pensando questo genere di pensieri l’ho vista scivolare sotto la serranda. Senza dire una parola è venuta da me e mi ha abbracciato. Tremava. Le ho accarezzato il sedere ed ho sfiorato la sua guancia con la mia. Poi ho aperto la mia bocca ed ho avvicinato le mie labbra alle sue. Ma a quel punto mi sono allontanato e le ho detto, Torna dal cavallo zoppo. L’ho dovuto dire.

3 Commenti »

  1. francesco detto

    non puoi terminarlo così!
    perchè lei si è avvicinata? Perché lui si allontana?
    non può terminare così.

  2. adriana iacono detto

    certo che può terminare così, anzi.

  3. Cavallo Zoppo detto

    Tutto vero, posso confermare.
    E no, non e’ poi finita cosi’.
    E’ finita ben peggio, specie per cavallo zoppo.

    L.

Feed RSS dei commenti su questo post · TrackBack URI

Lascia un Commento